Energia e cybersecurity: AI e dispositivi connessi allargano il divario
Al 9° Cybersecurity Forum di Bruxelles, ENISA, E.DSO, EE-ISAC ed ENCS avvertono che AI e dispositivi energetici connessi stanno ampliando la distanza tra minacce e capacità di risposta dell'Europa.
Il 12 ottobre 2026 si è svolto a Bruxelles il 9° Cybersecurity Forum, organizzato congiuntamente da E.DSO, EE-ISAC, ENCS ed ENISA. Il messaggio centrale: la sola regolamentazione non basta a colmare il divario tra minacce che cambiano rapidamente e capacità pratica del settore energetico di rispondere.
Il contesto: l'ENISA Threat Landscape 2026
Il forum arriva a poche settimane dalla pubblicazione dell'ENISA Threat Landscape 2026, che ha analizzato 8.257 incidenti che nel 2025 hanno coinvolto Stati membri dell'UE e organizzazioni con sede nell'Unione. Due le tendenze indicate: gli attaccanti usano sempre più l'intelligenza artificiale e sono aumentate le rivendicazioni di intrusioni legate all'OT, cioè ai sistemi di tecnologia operativa.
Il caso della Polonia, dicembre 2025
Un esempio concreto è quello di dicembre 2025, quando attacchi coordinati hanno colpito numerosi parchi eolici e fotovoltaici e un impianto di cogenerazione che fornisce calore a quasi mezzo milione di clienti. Gli effetti, secondo quanto riportato:
- la produzione di elettricità non è stata interrotta;
- le comunicazioni tra gli impianti colpiti e i gestori delle reti di distribuzione sono andate perse;
- gli attaccanti hanno ottenuto un accesso che avrebbe potuto consentire di causare disservizi.
AI: strumento d'attacco e di difesa
Ukrenergo, il gestore della rete di trasmissione ucraino, usa l'AI per aiutare i team di sicurezza a reagire più rapidamente, individuare lacune, supportare il personale e assistere nella redazione dei report. Le decisioni critiche restano però agli esseri umani. Ukrenergo segnala anche una difficoltà: ricostruire team di sicurezza qualificati tramite assunzioni è complicato.
Dalla casa alla rete: la dimostrazione ENCS
ENCS ha mostrato come un attaccante che abbia già compromesso un dispositivo domestico, come un router o una telecamera, potrebbe usarlo per raggiungere un inverter fotovoltaico residenziale o una batteria domestica sulla stessa rete. Alcuni di questi dispositivi usano protocolli di controllo che non autenticano chi invia un comando.
Compromettere una singola abitazione difficilmente inciderebbe sulla rete. Manipolare migliaia di dispositivi contemporaneamente, invece, potrebbe provocare improvvise oscillazioni di generazione o domanda e contribuire a disturbi più ampi. Va precisato che la fonte non fornisce cifre sul numero di dispositivi necessario, e che lo scenario è presentato come una via potenziale emersa da una dimostrazione, non come un attacco avvenuto.
Le raccomandazioni
Harm van den Brink di ENCS ha chiesto test di sicurezza indipendenti, con priorità in base alla potenza potenzialmente coinvolta, insieme a una gestione delle vulnerabilità da parte dei produttori. Dimitra Liveri di ENISA ha sostenuto che il settore deve passare dalla protezione dei singoli sistemi all'ottimizzazione dell'intero ecosistema in termini di resilienza. NIS2 e il Network Code on Cybersecurity restano riferimenti importanti.
Cosa significa per chi sviluppa software industriale
Indicazioni pratiche per chi progetta o integra sistemi di automazione:
- Autenticazione dei comandi: un protocollo di controllo privo di autenticazione è un rischio di progettazione concreto; va compensato con segmentazione, controllo degli accessi e gateway che verifichino l'origine dei comandi.
- Dispositivi consumer sulla stessa rete: router e telecamere possono diventare un punto di ingresso verso asset di potenza; l'isolamento di rete dovrebbe essere un requisito, non un'opzione.
- AI con supervisione umana: usarla per accelerare analisi e reporting, lasciando le decisioni critiche alle persone, come nel modello descritto da Ukrenergo.
- Test di sicurezza: per dispositivi connessi di potenza elevata è probabile che diventino una priorità, quindi conviene prepararsi con inventari, analisi delle vulnerabilità e rapporti stretti con i fornitori.
La regolamentazione da sola non colma il divario tra minacce rapide e capacità pratica di risposta.
Il quadro emerso a Bruxelles il 12 ottobre 2026 indica una direzione chiara: la resilienza dipende tanto dalla progettazione sicura dei singoli componenti quanto dalla conformità normativa.