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· Rimon Soliman

Attacco ai frigoriferi dei supermercati francesi: il rischio del controllo remoto

Nella notte tra l'11 e il 12 ottobre 2026 un attacco informatico ha portato frigoriferi e congelatori di diversi supermercati francesi fino a 50 °C. Un caso concreto di attacco ciber-fisico che offre spunti pratici a chi gestisce impianti sensibili alla temperatura.

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Nella notte tra l'11 e il 12 ottobre 2026 diversi retailer francesi sono stati colpiti da un attacco informatico che ha manipolato i sistemi di refrigerazione connessi. Frigoriferi e congelatori sono stati portati fino a 50 °C, con conseguente deterioramento degli alimenti e, secondo quanto riportato, anche incendi. Scriviamo il 13 ottobre 2026: le informazioni sono ancora parziali e vanno trattate con cautela.

Che cosa è successo e quanto è esteso

Le cifre diffuse finora variano a seconda dell'insegna e provengono dalle comunicazioni delle aziende o dalla stampa:

  • Les Mousquetaires (gruppo che controlla Intermarché) parla di circa 150 punti vendita coinvolti, con unità riscaldate per sei ore durante la notte.
  • Carrefour segnala 80 supermercati interessati.
  • Monoprix indica il 5% dei suoi circa 490 negozi in Francia.
  • Altre fonti citano oltre 100 punti vendita di Coopérative U.

L'agenzia nazionale francese per la cybersicurezza, ANSSI, è stata incaricata di indagare e le autorità stanno valutando se l'esposizione sia più ampia. Né l'autore dell'attacco né il punto di ingresso sono stati confermati.

Un possibile collegamento con Danfoss, per ora non provato

Ad agosto il Team82 di Claroty ha pubblicato una ricerca sul Danfoss AK-SM 800A, un gestore centrale per i controllori di refrigerazione dotato di interfaccia web per la manutenzione remota. Una scansione di Censys ha individuato 2.765 dispositivi esposti su internet. Le vulnerabilità trovate sono tre:

  • CVE-2025-41450: bypass del login tramite un "code-of-the-day" nascosto;
  • CVE-2025-41451: command injection che porta a esecuzione di codice remoto;
  • CVE-2025-41452: injection nella configurazione Nginx, che può causare denial of service.

Danfoss ha rilasciato il firmware R4.3.1 per correggerle. Va però sottolineato che non risulta confermato che gli aggressori abbiano sfruttato proprio questi difetti: il legame è un'ipotesi da verificare, non un fatto accertato.

Il parere degli esperti

Amir Preminger, CTO di Claroty, ha osservato che i controllori di refrigerazione sono un bersaglio trascurato. Molti vengono ritenuti installati su reti isolate, mentre in realtà sono raggiungibili direttamente da internet, perché l'accesso remoto riduce i costi di manutenzione. Le sue indicazioni sono tenere le interfacce di gestione fuori da internet, limitare l'accesso amministrativo a reti di gestione fidate o VPN e adottare la segmentazione di rete.

Un attacco ciber-fisico può danneggiare prodotto e sicurezza senza toccare i sistemi di cassa.

Perché riguarda anche chi non vende alimenti

L'episodio mostra come la comodità della manutenzione remota su controllori e gestori di sistema possa diventare un rischio reale. Lo stesso scenario vale per ogni attività sensibile alla temperatura: celle frigorifere, magazzini, farmaceutico e chimico. Il danno non è dato dal furto di dati, ma da un effetto fisico su merce e impianti.

Cosa fare concretamente

Alcune azioni a basso costo da avviare subito:

  • Verificare l'esposizione a internet: censire dispositivi e interfacce web raggiungibili dall'esterno, comprese quelle installate da fornitori e manutentori.
  • Aggiornare il firmware: controllare i bollettini dei produttori e pianificare le patch anche per apparati considerati "di campo".
  • Segmentare le reti: separare i controllori dalla rete IT e consentire l'amministrazione solo da reti di gestione fidate o tramite VPN.
  • Aggiungere protezioni indipendenti: allarmi di temperatura e limiti cablati che non dipendano dal controllore in rete, così che un comando malevolo non possa portare l'impianto oltre soglie pericolose.

Seguiremo gli sviluppi dell'indagine dell'ANSSI. Nel frattempo, il caso ricorda un principio di progettazione noto: la sicurezza funzionale non deve mai dipendere interamente da un dispositivo raggiungibile via rete.