Normative CPG e UE: il vero nodo è l'integrità dei dati lungo la filiera
Secondo Neil Smith di Schneider Electric, le nuove regole europee su imballaggi e cybersecurity sono in realtà un problema di gestione dei dati. Per chi lavora in automazione, significa tracciabilità e affidabilità del dato oltre i confini dello stabilimento.
Il 12 ottobre 2026 IIoT World ha pubblicato un'intervista di Lucian Fogoros a Neil Smith, Segment President per il Consumer Packaged Goods (CPG) di Schneider Electric. Il tema: la conformità normativa nel settore dei beni di consumo è, di fatto, una questione di dati. Trattandosi di un contenuto in forma di intervista, le posizioni espresse sono quelle del fornitore e non un'analisi indipendente.
Il contesto: un divario di efficienza tra settori
Secondo la proiezione citata nell'articolo, entro il 2030 i produttori di alimenti e bevande potrebbero perdere il 36% del ricavo potenziale a causa di inefficienze. Per le scienze della vita la stima è di circa il 33%, quindi tre punti percentuali in meno. L'articolo non indica la fonte di questa proiezione, per cui i numeri vanno presi con cautela.
La spiegazione data per il vantaggio delle scienze della vita è duplice: i requisiti FDA su rilascio e approvazione dei farmaci hanno spinto a costruire prima un'infrastruttura di dati digitale, e il settore disponeva di maggiore flusso di cassa. Alimentare e bevande, invece, ha adottato la tecnologia in modo più cauto e progressivo.
Le nuove regole europee
Smith richiama due fronti normativi in arrivo nell'UE:
- obblighi sugli imballaggi che richiedono dichiarazioni a livello molecolare sui materiali di confezionamento, e non solo sul prodotto consumabile;
- nuovi requisiti di cybersecurity per i sistemi di produzione connessi.
Secondo l'intervista, le regole toccano le multinazionali statunitensi e qualsiasi esportatore verso l'Europa. L'articolo non nomina i regolamenti specifici, né fornisce scadenze o dettagli sulle sanzioni: chi deve pianificare interventi dovrà quindi verificare direttamente i testi normativi applicabili.
Un problema di dati, non solo di conformità
«This looks like a regulatory problem. The reality is it's a data management problem.»
L'argomento centrale è che i dati necessari esistono, ma sono sparsi in sistemi non connessi: ordini di lavoro, pianificazione, schedulazione, controllo delle scorte ed evasione degli ordini dei fornitori. Una dichiarazione a livello molecolare richiede di seguire i materiali dal fornitore, attraverso la produzione, fino al packaging finale. Nessun sistema di singolo stabilimento copre questo perimetro.
Secondo Smith, le aziende che collegano i propri sistemi in una impresa «abilitata dall'informazione» possono rispettare gli obblighi e, allo stesso tempo, costruire la base di dati strutturati di cui servirà l'intelligenza artificiale su larga scala.
Perché conta per chi lavora in automazione
Al di là del taglio commerciale, il messaggio è tecnicamente solido: la conformità dipende da dati tracciabili e affidabili che attraversano fornitori, MES/SCADA, ERP e confezionamento. È un problema di integrità e provenienza del dato. Qui entrano in gioco l'integrazione tra sistemi, i registri di audit e le registrazioni a prova di manomissione.
Su quest'ultimo punto una precisazione: l'articolo originale non cita la blockchain. Che approcci di tipo blockchain possano servire per condividere registri verificabili tra soggetti che non si fidano pienamente l'uno dell'altro è una valutazione nostra, da verificare caso per caso rispetto a soluzioni più semplici, come database con log immutabili e firme digitali.
Indicazioni pratiche
Per un produttore alimentare o CPG che esporta in Europa, alcuni primi passi ragionevoli sono:
- mappare dove risiedono oggi i dati su materiali e imballaggi (ERP, MES, qualità, fornitori) e chi ne è responsabile;
- verificare se è possibile collegare un lotto di imballaggio al fornitore e al lotto produttivo, in entrambe le direzioni;
- definire audit trail e regole di modifica dei dati, in modo che ogni registrazione sia attribuibile e non alterabile in silenzio;
- includere i sistemi di produzione connessi nella valutazione dei requisiti di cybersecurity;
- identificare le normative esatte applicabili e le relative scadenze prima di scegliere le tecnologie.
In sintesi, l'intervista non offre soluzioni tecniche né tempistiche, ma coglie un punto utile: prima di ogni strumento, serve un dato tracciabile e affidabile da un capo all'altro della filiera.