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· Rimon Soliman

AI in OT: una pila di standard, da IEC 62443 a ISO/IEC 42001

Il 23 ottobre 2026 IIoT World ha pubblicato un Q&A dell'Industrial AI Summit 2026: nessuno standard copre da solo l'IA in produzione, serve uno stack. Ecco cosa ne ricavano PLC/SCADA engineer e integratori.

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Il 23 ottobre 2026 IIoT World ha pubblicato un Q&A tratto dalla sessione "It Can't Happen to Me – Until It Does" dell'Industrial AI Summit 2026. Intervengono Gary Tillery (CEO di Skkynet) e Matt Morris (VP Security and Resilience di EverLine). L'articolo è etichettato "Sponsored by Skkynet | Editorially Independent": va quindi letto come contenuto con un'influenza del fornitore. Inoltre, la sintesi che segue si basa solo sulla prima parte della pagina.

Nessuno standard basta: serve uno stack

Il messaggio di Tillery è che per l'IA in manifattura non esiste un singolo standard di riferimento. Alla base stanno interoperabilità e sicurezza OT; la sicurezza funzionale è un confine rigido che il modello non può attraversare; in cima c'è un sistema di gestione dell'IA per l'affidabilità. Il vuoto maggiore riguarda l'IA agentica e generativa, perché gli standard attuali presuppongono un modello circoscritto, non un pianificatore che sceglie gli strumenti da usare. Lo stesso Tillery precisa di aver cercato gli standard dopo il panel e che l'elenco non è completo.

Gli standard citati

I livelli principali dello stack, secondo l'articolo:

  • OPC UA (IEC 62541): base pratica, con comunicazione sicura e modelli informativi, così l'IA legge lo stato della macchina e non tag grezzi. Le chiamate di metodo dovrebbero restare dentro il modello informativo.
  • Asset Administration Shell (IEC 63278) e RAMI 4.0, abbinabili a ECLASS per ancorare il recupero di informazioni ai dati degli asset.
  • IEC 62443 e NIST SP 800-82 Rev. 3: modelli, broker e gateway degli strumenti in zone e conduit, con privilegio minimo e autenticazione; l'IEC PAS 62443-1-6 riguarda l'IIoT.
  • Sicurezza funzionale: IEC 61508, 61511, 62061 / ISO 13849. Nessun modello o strumento remoto deve scrivere attraverso quel percorso.
  • IEC 62264 / ISA-95 per il confine impresa–controllo, ISO 23247 per i digital twin, MQTT con Sparkplug B per la telemetria leggera (senza sostituire la semantica OPC UA per i dati rilevanti per il controllo).
  • ISO/IEC 27001 per l'IT aziendale, che non sostituisce la 62443 sulla rete di impianto.
  • ISO/IEC 42001:2023, sistema di gestione dell'IA certificabile, con le norme correlate su rischio (23894), ciclo di vita (5338), qualità dei dati (5259) e vocabolario (22989).
  • NIST AI RMF (AI 100-1) e Generative AI Profile (AI 600-1), controparte volontaria basata su Govern, Map, Measure, Manage.
  • EU AI Act: dove si applica, considera ad alto rischio i componenti di sicurezza e alcuni usi industriali; non sostituisce IEC 61508 o 62443.

Architettura: l'IA come consulente

L'indicazione è trattare l'IA come advisor. Il modello non deve avere credenziali permanenti verso PLC o historian. Le chiamate agli strumenti passano da un broker esterno al prompt, che usa credenziali di breve durata legate al compito e conserva una traccia di audit di chi ha delegato ogni azione.

Il confine IT/OT secondo Morris

Morris propone di progettare supponendo che l'IT sia già compromesso. Cita Colonial Pipeline: la sua OT non fu compromessa, ma l'azienda si fermò perché senza IT non poteva fatturare né tracciare il prodotto.

I controlli elencati:

  • identità OT separata, senza trust di dominio né account condivisi;
  • DMZ IT/OT in cui i dati sono spinti verso l'esterno e nulla avvia connessioni in ingresso verso l'OT;
  • jump host con MFA resistente al phishing, approvazione, registrazione e accessi a tempo;
  • allowlisting delle applicazioni su HMI e workstation di engineering;
  • monitoraggio consapevole dell'OT ai conduit.

Per verificarli, suggerisce test assume-breach da una workstation IT compromessa (in un laboratorio replica o durante le finestre di manutenzione), analisi dei percorsi d'attacco sulla configurazione as-built e esercitazioni in island mode che separano IT e OT. Le metriche proposte: tempo di isolamento, percentuale di conduit validati e dipendenze non documentate trovate.

Perché conta e cosa farne

Più che una notizia di incidente o prodotto, è una mappa. Il suo valore per chi deve collegare l'IA agli impianti è una checklist: tenere l'IA fuori dai percorsi di sicurezza, darle solo accesso mediato e tracciabile, e misurare l'isolamento. Trattandosi di un elenco proposto da un singolo dirigente di un fornitore, va usato come punto di partenza da confrontare con le norme originali, non come guida esaustiva.